Imparare a distinguere le esigenze dal pianto del bambino.

IL PIANTO DEL NEONATO

Il pianto del bambino, che pare sempre uguale a se stesso ed uniforme agli estranei, comunica chiari differenti segnali a seconda dell'intensita', della varieta' dei suoni e del ritmo. Non stupitevi se all'inizio vi sembrera' impossibile dare un significato ai vagiti, con attenzione e sensibilita' il tempo vi insegnera' a comportarvi nella maniera piu' opportuna.

Il pianto e' un segnale che l'adulto non riesce neppur volendo ad ignorare in quanto determina effetti addirittura biologici (la madre secerne l'ossitocina, ormone che prepara l'organismo all'allattamento).

Nei primi 3 mesi di vita il bambino raggiunge la consapevolezza che i suoi versi sono in grado di catturare l'attenzione e che di solito determinano un intervento che lo fa stare meglio (bere mangiare dormire...). Poi si accorge che quando e' appagato e contento e lo esprime facendo altri versi tutti intorno a lui esprimono contentezza e approvazione.

da tre a sei mesi non sono ancora ovviamente in grado di comprendere il senso delle parole ma interpretano perfettamente il senso del tono della voce e amano ripetere piccoli versi ascoltandosi acquisendo la consapevolezza di quanto esprimono.

Nei tre mesi successivi cominciano a comprendere il senso di suoni come: mamma,  papā, ciao, si e no anche se ovviamente non sono in grado di ripeterli.

Verso il primo anno di vita cominciano a riconoscere il loro nome e a voltarsi se chiamati e a sorridere.

Nella prima meta' del secondo anno cominciano ad indicare oggetti accennandone il nome e conoscono il senso di una ventina di parole. hanno poi frequentemente la tendenza a ripetere la parte finale delle parole che dite loro.

Verso i due anni solitamente cominciano ad innamorarsi di canzoncine e filastrocche che amano tentare di ripetere goffamente.

Verso i tre anni cominciano ad usare e a capire il senso di centinaia di parole, usano spesso anche i numeri non capendone pero' solitamente il significato. Amano tentare cambiamenti di tonalita' di voce per "interpretare" il parlare dell'orsetto o dei personaggi delle fiabe a loro care.

Dopo il terzo anno di vita, pur nella logica difficolta' ad elaborare un corrente sistema grammaticale che li porta a fare molti errori, non esitano a lanciarsi in conversazioni anche con persone con le quali non hanno tanta confidenza.

Importante non dimenticare che i piccoli imparano a parlare con minore fatica e prima quando si conversa con loro spesso e disinvoltamente, stimolandoli a comprendere e invogliandoli con cantilene, poesie e canzoncine.